News

5 maggio 2008, ore 19.00

GIANVITO RIZZO SCRIVE AL SINDACO

Dopo il Consiglio Comunale del 30 aprile scorso, Gianvito Rizzo, membro del Cantiere Democratico, scrive un lettera al sindaco Fernando Leone, che riportiamo di seguito.

 

“Quelli che la gastropolitica …”

Egregio Signor Sindaco,
grazie all’ottimo servizio prestato dagli amici di GuagnanoInforma che puntualmente e correttamente ci informano sulle vicende politiche locali, ho avuto modo di guardare per intero lo svolgimento del Consiglio Comunale del 30.04.2008.
A scanso di equivoci, la informo che la mia è una lettera, come si usa dire “a titolo personale”, non volendo impegnare, pur essendone stato uno dei fondatori, la linea e le direttive del “Cantiere Democratico” . Questi valuterà i tempi e i modi , anche con il mio personale contributo, per rispondere e agire in conseguenza della sua prima uscita ufficiale nel suddetto Consiglio Comunale.
Tutte e tre le liste hanno contribuito, fin quasi alla fine della campagna elettorale, a tenere bassi i toni della polemica e dell’attacco personale, convinti che al centro del dibattito occorresse portare i propri programmi e le proprie proposte.
Purtroppo lei incappò, nel bel mezzo di un comizio, in una prima caduta di stile mettendo in dubbio la correttezza di comportamento del Dr. Guido Marzo, la cui integrità morale non devo di certo io “certificare”, nella nomina di alcuni scrutatori.
La sera del 16 aprile scorso venne a salutare i candidati e sostenitori del Cantiere Democratico, nella propria sede, giustificando tale attacco col fatto che doveva “caricare” gli elettori del PDL. Chiese scusa, ci fu un abbraccio riparatore e alla presenza del suo futuro assessore alle politiche agricole promise solennemente di rispettare le opposizioni garantendo ad entrambi i gruppi (Partito Democratico e Cantiere Democratico) e al di là di quanto previsto per legge , visibilità, rappresentanza e collaborazione.
Noi tutti ringraziammo per la inusuale disponibilità palesata e ci ripromettemmo di impegnarci, con i nostri due consiglieri comunali, a fare una opposizione costruttiva basata sostanzialmente sul controllo degli atti, esprimendo altresì voto favorevole tutte quelle volte che le delibere e i provvedimenti presentati dalla maggioranza fossero in linea con il nostro programma elettorale.
Questi gli antefatti, scriverebbe il cronista.
Nel primo Consiglio Comunale in cui Ella Signor Sindaco ha giurato, ha posto invece le basi per una nuova concezione della politica che , al di là delle belle parole di cui prima si diceva, hanno fatto uscire allo scoperto il suo reale modus operandi. (Mi permetto di non coinvolgere la sua maggioranza poiché la seconda caduta di stile è sempre e solo sua )
All’invito dell’ Ing. Salvatore Guerrieri di garantire la rappresentanza nella commissione elettorale anche a un consigliere del “Cantiere Democratico” lei stizzito ha fatto riferimento a storie di commissioni risalenti a tre anni prima, quando tra l’altro non era presente la lista del “Cantiere Democratico”, e così testualmente si è espresso : “siamo in maggioranza e ci votiamo quelli che toccano a noi”. La registrazione del sonoro di questo Consiglio Comunale non è perfetta e quel “votiamo” qualcuno lo ha sentito o interpretato come “godiamo”.
Nello specifico, il significato sostanziale non cambia perché lei fa capire che la lista che vince le elezioni diventa “proprietaria” dell’amministrazione e delle relative commissioni determinando, al di là delle belle parole, “quelli (cioè i posti in commissione) che toccano a noi”.
Capisco, ma non giustifico assolutamente, che lei, nei prossimi anni, approfitti di tutte le occasioni per sfogare “l’odio e la vendetta politica” nei confronti dei vecchi amministratori; ma ritengo sia opportuno, se non doveroso, che usi toni appropriati e consoni alla sua carica nel rivolgersi anche e soprattutto a quella parte di opposizione che si è impegnata a esercitare un diverso modo di interpretare la politica e che per questo le ha permesso di esercitare per cinque anni la guida di questo paese.
Lei così facendo interpreta la politica come “gastropolitica” , vuole godersi cioè l’Amministrazione Comunale come se fosse una cosa personale, quasi materiale, un prodotto gastronomico oserei dire.

Egregio Signor Sindaco, nel movimento che io insieme ad altri amici ho fondato, mi sono espresso sempre a favore del dialogo con gli altri partiti, dialogo spinto fin quasi alla esasperazione.
Il suo ragionamento in fatto di godimento politico, però, mi ha fatto riflettere in questi giorni e la ringrazio per questo. Ho capito finalmente, nonostante faccia politica da più di 25 anni, perché tanti militanti di destra, di centro o di sinistra, votano “contro qualcuno” e non “per qualcosa” .
Io penso che ciò è dovuto al fatto che ad ogni elezione essi temono di ritrovarsi il solito gastropolitico di turno.
Buon Lavoro Signor Sindaco: si voti e/o si goda tutto quello che c’è da votarsi e/o da godersi.

Simpaticamente

Gianvito Rizzo

P.S.: Ho registrato nel finale del Consiglio Comunale il dispiacere del vice sindaco Dr. Marcucci il quale ha evidenziato una “nota stonata” : si riferiva alla cattiva gestione di questo primo consiglio comunale da parte del primo cittadino ovvero allo stesso primo cittadino?